Urologia - Volume 67, N. 1, 2000
© 2000 Editoriale Urologia, Treviso

Ruolo della linfadenectomia retroperitoneale nel trattamento delle neoplasie germinali non seminomatose del testicolo in stadio I clinico
Role of retroperitoneal lymphadenectomy in the treatment of clinical stage I non-seminomatous germ cell testis cancer

G.Oliva, I.M.Tavolini*, G.Benedetto*, F.Nigro*, C.Mazzariol*, F.Dal Moro*

Divisione Urologica - Azienda Ospedaliera - Monselice (Padova)
* Istituto di Urologia - Università degli Studi - Padova

XLVConvegno dell’Associazione Triveneta di Urologia - Villa Luppis, Rivarotta diPasiano (Pordenone), 12 dicembre 1999. Relazione su: "Tumori germinali non seminomatosi del testicolo (NSGCT) in I stadioclinico: esperienze a confronto".

Riassunto – Oggigiorno siamo in grado di offrire ai pazienti con tumore del testicolo in I stadio clinico tassi di curabilità così elevati da avvicinarsi al 100%, sia che si sottoponga il paziente ad una terapia adiuvante (linfadenectomia retroperitoneale o chemioterapia), sia che si ponga in regime di stretta sorveglianza per trattarlo poi all’eventuale ricaduta. Attualmente sembra prevalere la tendenza di offrire un trattamento aggiuntivo ai pazienti con fattori prognostici avversi (alto rischio di metastasi occulte) e l’astensione dal trattamento per pazienti a basso rischio. In questo studio vengono discussi indicazioni e limiti della linfadenectomia retroperitoneale e lo sviluppo negli ultimi 20 anni di tecniche volte a ridurre la morbilità, per lo più intesa come perdita dell’eiaculazione anterograda. Vengono discussi, inoltre, vantaggi e svantaggi dei trattamenti alternativi (chemioterapia o stretta sorveglianza). Dal 1980 al 1996 abbiamo trattato 99 pazienti affetti da neoplasia non seminomatosa in I stadio clinico con linfadenectomia retroperitoneale. Il mantenimento dell’eiaculazione si è verificato globalmente nel 69,6% dei casi raggiungendo il 100% dei casi ove sia stato possibile eseguire una linfadenectomia monolaterale nerve sparing. Complessivamente la sopravvivenza a lungo termine è stata del 98,9%. In conclusione si afferma che la linfadenectomia retroperitoneale continua ad essere trattamento estremamente efficace e, grazie ai progressi recenti nella tecnica chirurgica, anche priva di sostanziali rischi in termini di morbilità. Parole chiave: neoplasie testicolari - linfadenectomia retroperitoneale - I stadio clinico.

Abstract – Almost 100% of patients with stage I testis cancer can today be cured, whether by adjuvant therapy (retroperitoneal lymphadenectomy or chemotherapy) or by strict surveillance ready for treatment in the event of a recurrence. There is currently a strong tendency to offer additional treatment to patients with adverse prognostic factors (high risk of hidden metastases) and to refrain from treatment in low-risk patients. Indications and limits of retroperitoneal lymphadenectomy are discussed, as well as developments over the last 20 years in techniques aimed at reducing morbility, especially referred to anterograde ejaculation.The advantages and disadvantages of alternative treatment (chemotherapy or strict surveillance) are also discussed.The authors report that from 1980 to 1996, 99 patients with clinical stage I non-seminomatous neoplasm underwent retroperitoneal lymphadenectomy.Ejaculation was maintained in 69.6% of cases overall and in 100% where nerve sparing monolateral lymphadenectomy was possible. Long-term survival was 98.9% overall. In conclusion the authors state that retroperitoneal lymphadenectomy continues to be an extremely effective treatment and, thanks to recent progress in surgical techniques, also relatively risk-free in terms of morbility. Key words: testis cancer - retroperitoneal lymphadenectomy - clinical stage I.

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