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Urologia - Volume 68, N. 1, 2001 © 2001 Editoriale Urologia, Treviso Quando definire la malattia ormonorefrattaria A. Fandella Divisione Urologica - Ospedale Regionale - Treviso XII Riunione Annuale del Gruppo Uro-Oncologico Nord Est - Treviso, 9 giugno 2000 - Relazione su: "Latteggiamento pratico di fronte al carcinoma prostatico ormonoresistente". Riassunto Lo sviluppo dellormonoresistenza nel tumore prostatico è di solito un processo graduale, anche se è possibile linsorgenza di forme neoplastiche a crescita androgeno indipendente già al momento della diagnosi. Riguardo la dipendenza ormonale, sono state riconosciute diverse tipologie cellulari: oltre alle cellule ormonoresponsive e ormono resistenti, esistono sensibilità intermedie; queste si accrescono a livelli sierici di castrazione (testosterone < 20 ng/ml) e sono le cosiddette forme "ormone indipendenti" ancora "ormone sensitive", dove è ottenibile una risposta terapeutica mediante ulteriori manipolazioni ormonali. Vengono esposte le teorie per le quali le cellule tumorali sviluppano una completa ormonoresistenza. Sono state confermate sperimentalmente le ipotesi basate sullattivazione di oncogeni sia soppressori dellapoptosi (BCL-2), sia attivatori dei recettori dei Growth Factors (GF). Un altro meccanismo proposto per la resistenza, prevede la modifica della struttura dei recettori degli androgeni che così diventerebbero stimolabili da numerose sostanze steroidee e non steroidee come gli antiandrogeni puri. Solo attraverso le conoscenze di biologia molecolare che sottendono ai meccanismi per cui si instaura lormonoresistenza, si potrà istituire una terapia specifica che abbia la capacità di controllare indefinitamente il tumore. Parole chiave: carcinoma prostatico - recettori androgenici - ormonoresistenza. Abstract Hormone resistance in prostatic tumour usually develops gradually, even though there may already be neoplastic forms with independent androgenous growth at the time of diagnosis. Several hormone-dependent cell types have been recognised: in addition to the hormone-responsive and hormone-resistant cells there are those with intermediate sensitivities. These grow to castration serum levels (testosterone <20 ng/ml) and are the so-called "hormone-independent" forms that are still "hormone sensitive", where it is possible to obtain a therapeutic response through further hormonal manipulations. The theories that tumour cells develop complete hormone resistance are presented. The hypotheses based on the activation of oncogenes both apoptosis suppressors (BCL-2) and activators of growth factor (GF) receptors have been confirmed experimentally. Another mechanism of resistance that has been suggested envisages the alteration of the structure of the androgen receptors, which may thereby be stimulated by many steroid and non-steroid substances, such as pure anti-androgens. Only through molecular biology studies of the mechanisms that set off hormone resistance will a specific therapy be found to control the tumour indefinitely. Key words: prostate cancer - androgenic receptors - hormone resistance. |