Urologia - Volume 67, N. 3, 2002
© 2000 Editoriale Urologia, Treviso

Il trattamento con Metastron delle metastasi ossee da carcinoma prostatico: bilancio effettivo
Metastron treatment for bone metastases secondary to prostate cancer: assessment

A. Fandella, L. Maccatrozzo, F. Merlo, G. Marazzato*, A. Gava*, P.L. Zorat*, G. Anselmo

Divisione Urologica
* Unità Operativa di Radioterapia Oncologica - Ospedale Regionale - Treviso

3° Congresso Nazionale Società Urologia Nuova - Bergamo, 28-30 ottobre 2001 - Comunicazione.

Riassunto – Introduzione. La terapia radiometabolica si affianca alla radioterapia esterna nel trattamento del carcinoma della prostata con malattia ossea metastatica. Il radionuclide più utilizzato è lo Stronzio-89 che ha la proprietà di imitare nell’organismo il comportamento del calcio e perciò va a localizzarsi in quelle zone dove il “turnover” del calcio è aumentato, come nelle metastasi ossee, dove viene trattenuto.
Materiali e metodi. Dal gennaio ’96 al dicembre ’98 sono stati trattati 20 pazienti con dolori ossei da metastasi ossee multiple già in trattamento con farmaci analgesici. La terapia è stata effettuata impiegando il radioisotopo a dosaggio unico standard di 150 MBq, senza necessità di ricovero in sezioni protette o di raccogliere le urine radioattive. Il dolore è stato valutato mediante scala delle analogie visive, e i dati dei pazienti sono stati raccolti su apposite schede prima del trattamento radiometabolico (scheda basale) e poi nel follow‑up (scheda di follow‑up) ad 1, 3, 6 e più mesi.
Risultati. La risposta, che prendeva in considerazione l’entità del dolore e l’eventuale riduzione dei farmaci analgesici è stata classificata in nulla nel 19% dei trattamenti, lieve nel 23%, buona nel 35% e ottima nel 23%. La durata media delle risposte è stata di 6 mesi; 7 pazienti sono stati ritrattati con successo sintomatologico. La tossicità, dovuta essenzialmente alla depressione midollare e valutata secondo i parametri della W.H.O., è stata contenuta ed è consistita soprattutto nella piastrinopenia ed in minor misura nella leucopenia. Si è rilevata una tossicità di grado II nel 7% dei trattamenti primari e nel 15% dei ritrattamenti.
Conclusioni. A conclusione dello studio, si può affermare che la terapia radiometabolica si è dimostrata efficace (risposta buona + ottima) nel 58% dei casi, moderatamente tossica e di facile esecuzione. Prospettive future riguardano l’estensione a stadi di malattia più precoci, con metastasi ossee meno estese e/o in fase presintomatica, così come la possibilità di una associazione con farmaci radiosensibilizzanti (ad es. il Platino a basse dosi) o l’uso di nuovi radioisotopi (ad es. il Samario-153).
Parole chiave: adenocarcinoma prostatico - metastasi ossee - Metastron.

Abstract Introduction. Radiometabolic therapy is used alongside external radiotherapy in treating prostate cancer with bone metastasis. The most commonly used radionuclide is Strontium-89, which imitates the behaviour of calcium in the body and therefore localises in those areas where the calcium turnover has increased – such as in bone metastases – and where it is withheld.
Materials and methods. Between January ’96 and December ’98, 20 patients with painful multiple bone metastases already being treated with analgesics, were given a single standard dose of 150 MBq of the radioisotope without requiring admittance to protected sections or collection of radioactive urine. The pain was assessed by the visual analog scale and patient data were collected on special charts prior to the radiometabolic treatment (basic chart) and during follow-up (follow-up chart) at 1, 3, 6 and more months.
Results. the response took into consideration the amount of pain and any reduction in the analgesics and was classified as nil in 19%, slight in 23%, good in 35% and excellent in 23%. Average duration of the response was 6 months; 7 patients were treated again with reduction in symptoms. Toxicity, due basically to medullar depression and evaluated according to W.H.O. parameters, was limited and consisted mostly of platelet disorder and to a lesser extent leukopenia. Grade II toxicity was noted in 7% of first treatments and 15% of re-treatments.
Conclusions. It may be confirmed that radiometabolic therapy proved effective (good + excellent response) in 58% of the cases as well as moderately toxic and easy to perform. The future could see the therapy used in earlier stages of the disease, with less extensive or pre-symptomatic bone metastases, and the possibility of an association with radiosensitising drugs (e.g. low-dose platinum) or the use of new radioisotopes (e.g. Samario-153).
Key words: prostate adenocarcinoma - bone metastases - Metastron.

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