Urologia - Volume 64, N. 1, 1997
© 1997 Editoriale Urologia, Treviso

La litotrissia extracorporea nella calcolosi ureterale: nostra esperienza con i litotritori Dornier HM3, EDAP LT02, Piezolith 2300
Extracorporeal lithotripsy in ureteral stones: our experience with Dornier HM3, EDAP LT02, Piezolith 2300 lithotripters

L. CARMIGNANI, A.BACCALIN, M.SALA, M.PANIZZUTTI, O.DECOBELLI, P.LARCHER, R.MUSCI, F. ROCCO

Clinica Urologica II- Istituto di Scienze Biomediche - Azienda Ospedaliera - Monza (Milano)

45° Convegno SUNI - Saint Vincent (Aosta), 3-5 ottobre 1996 - Tavola Rotonda su: "Le differenti opzioni terapeutiche nel trattamento della calcolosi ureterale" - Relazione.

Riassunto – Presentiamo la nostra esperienza con tre diversi litotritori: HM3, EDAP LT02 e Piezolith 2300. Materiali e metodi: tra l’1 gennaio 1988 e l’1 gennaio 1996 sono stati trattati 1876 pazienti affetti da calcolosi ureterale. Abbiamo utilizzato tre diversi litotritori: il Dornier HM3 a puntamento radiologico e generazione di onda d’urto elettroidraulica, l’EDAP LT02 a puntamento radiologico ed ecografico a generazione d’onda d’urto piezoelettrica, il Piezolith 2300 a puntamento ecografico con onda d’urto piezoelettrica. ln 925 pazienti la calcolosi riguardava l’uretere lombare, in 182 pazienti l’uretere "sacrale", in 769 l’uretere pelvico. Nel 37% dei pazienti è stato necessario ricorrere a manovre ausiliarie in particolare in 299 (16%) pazienti è stato posizionato un catetere DJ, in 19 (1%) pazienti una nefrostomia. Sono state eseguiti 247 (13,1%) cateterismi ureterali di puntamento, 83 (4,4%) cateterismi con push up, 52 (2,7%) cestelli di Dormia. Risultati: è stato sufficiente un solo trattamento in 1395 pazienti (74,3%), 2 trattamenti in 335 (29,1%) casi, 3 in 114 (6%), 4 in 21 (1,1%), 5 trattamenti in 10 (0,5%), 6 trattamenti in 1 (0,05%) pazienti.Sono stati considerati liberi da calcoli i pazienti che, a due mesi, avevano una Rx addome ed ecografia negativi; per frammenti abbiamo considerato uroliti di dimensioni =3 mm compatibili con espulsione spontanea non condizionante retrostasi. Complessivamente abbiamo avuto 1475 (78,6%) pazienti liberi da calcoli, 246 (13,1%) con frammenti, 117 (6,2%) non rotti. ln caso di fallimento del trattamento extracorporeo i pazienti sono stati liberati dal calcolo con metodiche endoscopiche o chirurgiche (percentuale non nota). 38 pazienti non si sono presentati al controllo. Complicanze: sono state considerate come complicanze l’iperpiressia e le coliche; l’ematuria non è stata considerata una complicanza in quanto di modesta entità e per Io più regredita spontaneamente nelle prime 24 ore. Conclusioni: la litotrissia extracorporea rimane il trattamento di prima scelta nella calcolosi ureterale permettendo la frammentazione in una percentuale elevata di pazienti con un numero di complicanze relativamente basso. I litotritori a puntamento ecografico consentono una buona frammentazione dei calcoli lombari e pelvici anche se necessitano di un operatore particolarmente preparato in ambito ecografico e di un lungo training di apprendimento. Una particolare attenzione deve essere posta al volume del calcolo nella previsione del numero dei trattamenti. Parole chiave: litotritore - calcolosi - uretere.

Abstract – We present our experience with three different lithotriptors: Dornier HM3, EDAPLT02 and Piezolith 2300. Materials and methods: 1876 patients with ureteral stones were treated between 1 January 1988 and 1 January 1996.The above 3 lithotriptors were used. In 925 patients the stones were located in the upper ureter, in 182 in the middle ureter and in 769 in the pelvic ureter. Auxiliary procedures were performed in 37% of patients.A DJ stent was used to catheterise 299 (16%) patients and a nephrostomy was performed in 19 (1%).Catheterisation was carried out in 247 (13.1%) ureters to localise the stones, plus 83 (4.4%) push ups and 52 (2.7%) Dormia baskets. Results: one treatment was sufficient in 1395 (74.3%) patients, 2 treatments in 335 (29.1%), 3 in 114 (6%), 4in 21 (1.1%), 5in 10 (0.5%) and 6 in 1 (0.05%). Patients were considered stone-free when they had negative X-ray and sonography two months after treatment; stones smaller than 3mm, capable of being spontaneously eliminated without retrograde dilatation, were considered as fragments.The results were 1475 (78.6%) stone-free patients, 246 (13.1%) with fragments and 117 (6.2%) failures.38patients failed to appear at follow-up. Complications: complications were considered as hyperpyrexia and colics. There was very little hematuria, which regressed spontaneously in any case within the first 24 hours. Conclusion: side effects were few and required no treatment, so in our experience lithotripsy is the first choice treatment for ureteral stones. Particular attention, however, must be paid to the size of the stone in predicting the number of treatments. Key words: lithotripter - lithiasis - ureter.

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