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Urologia - Volume 68, N. 2, 2001 © 2001 Editoriale Urologia, Treviso Il trattamento dellincontinenza urinaria da sforzo mediante
"tension free vaginal tape" (TVT): nostra esperienza P. Curti, S. Pilloni, I. Piacentini, N. AL Rabi, A. Sarti, A. DAmico Cattedra e Divisione Clinicizzata di Urologia - Università degli Studi - Verona 2° Congresso Nazionale Società Urologia Nuova - Napoli, 3-5 dicembre 2000 - Poster. Riassunto Tra le numerose tecniche chirurgiche descritte per il trattamento dellincontinenza urinaria da sforzo (IUS) femminile, la TVT rappresenta una metodica emergente in virtù dellelevata efficacia terapeutica combinata alla ridotta invasività. Riportiamo la nostra esperienza preliminare con limpiego della TVT nel trattamento della IUS genuina. Nel periodo compreso tra il maggio 1998 ed il luglio 2000 abbiamo trattato con questa metodica 17 pazienti di età compresa tra 38 e 80 anni (età media: 54,7 anni). Tutte le pazienti sono state sottoposte prima dellintervento a work-up uroginecologico completo comprendente anamnesi, esame obiettivo, Q-tip test, PAD test e valutazione urodinamica. La classificazione delle pazienti secondo Ingelmann-Sundberg ha consentito di distinguere tre gruppi con gradi diversi di IUS: in 2 pazienti (12%) la IUS era di I grado, mentre in 12 (71%) ed in 3 (18%) casi era rispettivamente di II e di III grado. Lesame obiettivo vagino-pelvico con classificazione del difetto anatomico sec. IHalf-Way system ha evidenziato la presenza di un cistocele = Il grado in 15 pazienti (88%) e di un rettocele = II grado in 6 casi (36%). Il Q-tip test è risultato suggestivo per ipermobilità uretrale (= 30°) in 12 casi (71%). Lo stress test, eseguito al riempimento vescicale di 250 ml con paziente in posizione ginecologica, ha dato esito positivo in tutti i casi. Lesame cistomanometrico ha documentato la presenza di una lieve instabilità detrusoriale in 3 casi (18%); il profilo pressorio uretrale ha evidenziato una massima pressione di chiusura uretrale (MPCU) media di 28,3 cm H20 ed una lunghezza funzionale (LF) media di 26,3 mm. Lintervento è stato eseguito in anestesia locale in 11 casi ed in anestesia locoregionale in 6. In 9 casi (53%) la TVT è stata integrata dalla correzione di un difetto associato della statica pelvica. Non si sono verificate emorragie né intra né postoperatorie. In un caso (6%) è stata prodotta una perforazione vescicale monolaterale. In questo caso è stato eseguito un secondo passaggio dellago, Iintervento è stato completato regolarmente ed il catetere vescicale è stato rimosso in terza giornata postoperatoria. In tutti gli altri casi il catetere vescicale è stato rimosso in prima giornata. La degenza media è stata di 2,5 giorni. La ripresa della minzione spontanea con residui post-minzionali inferiori a 100 ml è avvenuta mediamente in 3 giorni. Il follow-up medio è stato di 10 mesi (range 4-22). Soggettivamente si è osservata la guarigione in 15 pazienti (88,2%) ed un miglioramento della sintomatologia in 2 casi (11,7%). In conclusione, malgrado la relativa esiguità della casistica e la brevità del follow-up, i risultati finora ottenuti sono estremamente incoraggianti. Parole chiave: incontinenza urinaria da sforzo - TVT. Abstract Among the many surgical techniques described for the treatment of stress urinary incontinence (SUI), TVT is an up-and-coming method thanks to its high therapeutic efficacy combined with reduced invasiveness. The authors preliminary experience using the TVT for treating genuine SUI is reported. Between May 1998 and July 2000, 17 patients aged between 38 and 80 years (average age: 54.7 years) were treated with this method. All patients first underwent a complete urogynaecological work-up including history, objective exam, Q-tip test, PAD test and urodynamic evaluation. Through classification according to Ingelmann-Sundberg, the patients were divided into three groups with different grades of SUI: in 2 patients (12%) SUI was 1st grade, in 12 (71%) and in 3 (18%) it was 2nd and 3rd grade respectively. The objective vaginal-pelvic exam with classification of the anatomical defect according to the Half-Way system showed the presence of a cystocele = II grade in 15 patients (88%) and a rectocele = II grade in 6 (36%). The Q-tip test suggested urethral hypermotility (= 30°) in 12 cases (71%). The stress test, carried out with 250 ml in the bladder with patient in gynaecological position, was positive in all cases. The cystomanometric exam showed the presence of a slight detrusorial instability in 3 cases (18%); the urethral pressure profile showed an average maximum urethral closing pressure of 28.3 cm H2O and an average functional length of 26.3 mm. The operation was carried out with local anaesthesia in 11 cases and with loco-regional anaesthesia in 6. In 9 cases (53%), TVT was integrated with the correction of an associated defect of pelvic statics. There were no intra or post-operative haemorrhages. In one case (6%) there was a monolateral bladder perforation that was repaired, the operation successfully completed and the bladder catheter removed on the third post-operative day. In all the other cases the bladder catheter was removed the first day. Average hospitalisation was 2.5 days. Spontaneous voiding with post-micturitional residues below 100 ml occurred on average within 3 days. Average follow-up was 10 months (range 4-22). Subjective observation showed full recovery in 15 patients (88.2%) and improvement in symptoms in 2 (11.7%). In conclusion, despite the relatively small numbers and the short follow-up, results obtained up to the present are extremely encouraging. Key words: stress urinary incontinence - TVT. |