Urologia - Volume 68, Supplemento, 2001
© 2001 Editoriale Urologia, Treviso

Endopielotomia con laser ad olmio. Esperienza iniziale
Endopyelotomy with Holmium laser. Initial experience

M. Seveso, G. Giusti, G.L. Taverna, M. Maffezzini, A. Benetti, P. Graziotti

Unitą Operativa di Urologia - Istituto Clinico Humanitas - Rozzano (Milano)

50° Convegno SUNI - Trieste, 14-16 settembre 2001 - Comunicazione.

Riassunto – L’endopielotomia č attualmente considerata lo standard nel trattamento del giunto pieloureterale primario o secondario. Scopo di questo studio č riportare la nostra iniziale esperienza con la tecnica di endopielotomia retrograda. Dal gennaio 2000 al marzo 2001 abbiamo sottoposto ad endopielotomia 13 pazienti (6 maschi e 7 femmine) di etą compresa tra i 22 ed i 64 anni. L’ostruzione era primaria in 9 casi e secondaria ad insuccesso post-pieloplastica a cielo aperto in 4. Nessun paziente risultava affetto da concomitante litiasi urinaria. In tutti i casi abbiamo eseguito preoperatoriamente uno studio urografico e scintigrafico renale sequenziale con carico diuretico. L’endopielotomia č stata eseguita con laser Holmium ad una potenza di 1,2 Joule e frequenza di 10-15 Hz. Al termine della procedura abbiamo posizionato uno stent ureterale doppio J, lasciato in situ per 6 settimane ed un catetere vescicale per 24 ore. Il tempo operatorio č variato dai 60 ai 100 minuti (media 70). Nel follow-up i pazienti sono stati valutati mediante ecotomografia dell’apparato urinario e scintigrafia renale ad intervalli di 3 e 6 mesi. I pazienti sono stati tutti valutati con follow-up medio di 12 mesi (6-18) considerando come successo la risoluzione dei sintomi ed il miglioramento della funzionalitą del rene interessato. Il successo č stato riportato in 11 pazienti. 1 paziente con mancata risoluzione del quadro ostruttivo č stato sottoposto con beneficio a successiva pieloplastica. 1 paziente a causa della sopravvenuta emorragia intraoperatoria č stato convertito in pieloplastica. La degenza media post-operatoria č stata in media di 3 giorni (range 1-4). Nessun paziente ha richiesto emotrasfusioni con riduzione dell’ematocrito post-operatorio dallo 0- al 9% con una media del 3%. La ripresa delle normali attivitą quotidiane č avvenuta dopo 3-4 giorni dalla data delle dimissioni ospedaliere. L’endopielotomia retrograda č risultata nella nostra iniziale esperienza metodica sicura ed efficace. Questa tecnica offre percentuali di successo simili alle tecniche standard di pieloplastica gravata da ridotte complicanze e con una ottima compliance del paziente. L’approccio retrogrado rispetto alle metodiche anterograde č caratterizzato da una minore invasivitą, dalla eliminazione del drenaggio netrostomico e dalle minime complicanze associate ad un ridotto periodo di ospedalizzazione. Parole chiave: sindrome del giunto pieloureterale - endopielotomia - laser ad olmio.

Abstract – Endopyelotomy is currently considered the gold standard in treating the primary or secondary ureteropelvic junction. The aim of this study is to report our initial experience using the retrograde endopyelotomy technique. From January 2000 to March 2001, 13 patients (6 males and 7 females) aged between 22 and 64 years underwent endopyelotomy. The obstruction was primary in 9 cases and secondary to unsuccessful open pyeloplasty in 4. No patient was affected by concomitant lithiasis. A urographic study and sequential renal scintigraphy with diuretic test was carried out before the operation in all patients. Endopyelotomy was carried out with Holmium laser with a power of 1.2 joules and frequency 10-15 Hz. A double J ureteral stent placed at the end of the procedure was left in situ for 6 weeks and a bladder catheter for 24 hours. Operating time varied from 60 to 100 minutes (average 70). Patients were assessed during follow-up by echotomography of the urinary apparatus and renal scintigraphy at intervals of 3 and 6 months. Average follow-up was 12 months (6-18), taking disappearance of the symptoms and functional improvement of the kidney in question as signs of success, which was reported in 11 patients. One patient, who still had obstruction, was successfully subjected to pyeloplasty. Due to intraoperative haemorrhage, the operation on one patient was converted to pyeloplasty. Average post-operation stay in hospital was 3 days (range 1-4). None of the patients needed blood transfusions, with a reduction in the post-operative hematocrit from 0% to 9%, with an average of 3%. Normal daily activity was resumed 3-4 days after discharge. Retrograde endopyelotomy in our experience is a safe, effective method, offering percentages of success similar to those of standard pyeloplasty techniques but with reduced complications and excellent patient compliance. The retrograde compared to the anterograde approach is distinguished by less invasiveness, elimination of the nephrostomal drainage and few complications thanks to a reduced period of hospitalisation. Key words: ureteropelvic junction syndrome - endopyelotomy - Holmium laser.

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