Urologia - Volume 67, N. 2, 2002
© 2000 Editoriale Urologia, Treviso

Il prolasso del pavimento pelvico: trattamento con rete di polipropilene
Prolapse of the pelvic floor: treatment with polypropylene mesh

P. Calvi, G. Vigliercio, C. Introini, G. Ricciotti, P. Puppo

U.O.di Urologia - Presidio Policlinico di Monza (Milano)

51° Convegno SUNI - Finalborgo (Savona), 3-5 ottobre 2002 - Comunicazione.

Riassunto Il prolasso pelvico risulta dal cedimento o danno dei normali sistemi di supporto pelvico. Il principale supporto ai visceri pelvici è garantito dalla fascia endopelvica che è naturalmente rinforzata dai legamenti uretropelvici, cardinali e uretrosacrali. Una rete di polipropilene è stata usata come supporto genitourinario e rettale per sostituire la fascia endopelvica danneggiata. Sono state trattate 45 donne affette da severo prolasso pelvico con o senza incontinenza urinaria da stress. Usando la classificazione HWS (Baden‑Walker) 30 presentavano un cistocele di IV e 15 di III; 12 presentavano un rettocele di III e 8 di IV. Era presente un isterocele di IV in 6 pazienti e in 8 di III. Nessuna paziente presentava enterocele. 30 pazienti soffrivano di incontinenza urinaria da stress, 4 avevano un residuo post‑minzionale >200 ml. Lo scopo principale dello studio era la riduzione del prolasso e l’ottenimento della continenza, quello secondario il miglioramento della costipazione e la scomparsa del residuo post‑minzionale. Tutte le pazienti sono state sottoposte preoperatoriamente ad esame urodinamico completo e cistografia in ortostasi. L’intervento eseguito in anestesia generale, consisteva nella inserzione e nella fissazione di una rete di polipropilene, modellata a ferro di cavallo, tra il pube e il sacro per chiudere l’area tra i visceri pelvici e lo iato pelvico inferiore. La forma della rete e i punti di fissazione variavano nei casi in cui non era presente incontinenza urinaria o era stata eseguita una isterectomia contestuale; infatti 8 pazienti erano state sottoposte a pregresse isterectomie. Il follow‑up varia tra 6 e 48 mesi. In 42 pazienti il prolasso è stato completamente risolto, 27 pazienti sono risultate asciutte (delle 30 incontinenti preoperatoriamente), 11 hanno risolto la costipazione, nessuna ha accusato residuo post-minzionale significativo e incontinenza da stress de novo. Tre pazienti presentavano una completa recidiva del prolasso a tre mesi. In conclusione possiamo affermare che questa tecnica sembra dare buoni risultati nel riparare il prolasso genitourinario e l’incontinenza urinaria da stress, migliorare la costipazione e annullare il residuo post-minzionale nei cistoceli continenti.
Parole chiave: prolasso urogenitale - rete di propilene - incontinenza urinaria - cistocele.

Abstract Pelvic prolapse occurs due to the sagging or damage of the normal pelvic support systems. The main support of the pelvic viscera is provided by the endopelvic fascia, which is naturally reinforced by the urethropelvic, cardinal and urethrosacral ligaments. Polypropylene mesh has been used for genitourinary and rectal support to replace the damaged endopelvic fascia. The authors treated 45 women with severe pelvic prolapse with or without urinary stress incontinence. Using the HWS (Baden-Walker) classification, 30 had grade 4 cystocele and 15 grade 3; 12 had grade 3 rectocele and 8 grade 4. A grade 4 hysterocele was present in 6 patients and grade 3 in 8. No patient had enterocele, while 30 patients had urinary stress incontinence and 4 had a post-voiding residue >200 ml. The main aim of this study was to reduce the prolapse and obtain continence; the secondary aim was to reduce constipation and eliminate post-voiding residue. All the patients underwent a complete urodynamic exam and cystography in orthostasis before the operation. The operation was carried out under general anaesthesia and consisted of inserting and fixing a horseshoe-shaped piece of polypropylene mesh between the pubis and the sacrum to close the area between the pelvic viscera and the inferior pelvic hiatus. The shape of the mesh and the fixing points varied in the cases without urinary incontinence or when a hysterectomy was carried out first, as occurred in 8 patients. Follow-up varied from 6 to 48 months. The prolapse was fully resolved in 42 patients, 27 patients were dry (of the 30 who were incontinent prior to operation), 11 had no more constipation and none reported significant post-voiding residue or new stress incontinence. At three months 3 patients presented with complete recurrent prolapse. In conclusion the authors believe that this technique gives good results in repairing genitourinary prolapse and urinary stress incontinence, improving constipation and eliminating post-voiding residue in continent cystoceles.
Key words: urogenital prolapse - polypropylene mesh - urinary incontinence -cystocele.

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